Islington Council: progettare spazi pubblici pensando alle persone
Cliente: Islington Council
Località: Londra
Rendere una città realmente accessibile significa progettare servizi capaci di rispondere alle esigenze di persone diverse. L’accessibilità degli spazi pubblici non riguarda infatti soltanto l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche la possibilità di utilizzare servizi e infrastrutture in condizioni adeguate di autonomia, sicurezza e dignità.
È questa la prospettiva che caratterizza il progetto sviluppato da SANO2 per Islington Council, a Londra: un intervento nel quale prefabbricazione e tecnologia sono state messe al servizio di un obiettivo molto concreto, migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici e rispondere alle esigenze di persone diverse.
Un programma per l’accessibilità a Islington
L’intervento SANO2 si inserisce in un programma più ampio attraverso cui Islington Council sta progressivamente rinnovando e ampliando la propria rete di servizi pubblici accessibili.
La strategia del Council prevede il rinnovo delle strutture automatiche esistenti, l’introduzione di nuovi spazi dedicati alle persone con disabilità e l’ampliamento dell’offerta disponibile sul territorio attraverso differenti modalità di accesso ai servizi.
Tra gli interventi più recenti rientrano quelli completati a Highbury Crescent, Seven Sisters Road, Holloway Road e Islington Green, che rappresentano una parte di un percorso più articolato verso una rete urbana maggiormente accessibile.
A Islington Green, in particolare, il progetto ha assunto una configurazione specifica: accanto alla soluzione automatizzata SANO2 è stata realizzata una Changing Place, uno spazio pensato per chi, a causa di una mobilità fortemente ridotta, non può utilizzare in modo adeguato un servizio accessibile convenzionale.
L’accessibilità degli spazi pubblici parte dalle persone
Per alcune persone con mobilità fortemente ridotta, utilizzare un servizio igienico può richiedere l’assistenza di un familiare, di un caregiver o di un accompagnatore e spazi sufficienti per muoversi e prestare aiuto in condizioni adeguate.
Quando queste condizioni mancano, anche un gesto quotidiano può diventare un ostacolo. E la difficoltà non riguarda soltanto la persona assistita: coinvolge anche chi la accompagna, che può trovarsi a dover prestare assistenza in ambienti troppo piccoli o non adeguati alle operazioni necessarie.
Le conseguenze vanno oltre l’utilizzo del singolo servizio. Poter contare su spazi realmente accessibili significa poter vivere con maggiore libertà la città, trascorrere più tempo fuori casa e partecipare alla vita degli spazi pubblici senza che la disponibilità di un luogo adeguato diventi un limite.
È a queste esigenze che risponde la Changing Place realizzata a Islington Green. Lo spazio disponibile e alcune attrezzature dedicate, tra cui un sollevatore a soffitto e un banco da cambio regolabile in altezza, consentono di assistere anche utenti adulti e offrono maggiore libertà di movimento alla persona e a chi la accompagna.
Progettare l’accessibilità significa quindi partire da una domanda molto concreta: di che cosa ha realmente bisogno chi dovrà utilizzare quello spazio?
Quando la tecnologia semplifica l’esperienza
L’accessibilità riguarda anche il modo in cui il servizio viene utilizzato.
A Islington, SANO2 ha integrato soluzioni capaci di rispondere a esigenze differenti: indicazioni Braille, messaggi vocali, pittogrammi retroilluminati e dispositivi no-touch contribuiscono a rendere l’esperienza più semplice e intuitiva.
Anche le modalità di accesso sono state pensate per il contesto britannico e per differenti tipologie di utenti, integrando pagamento contactless, accesso libero e Radar Key, il sistema utilizzato nel Regno Unito per accedere ai servizi dedicati alle persone con disabilità.
L’automazione svolge poi una funzione meno visibile, ma altrettanto importante: gestisce i cicli di pulizia e alcune operazioni senza richiedere l’intervento diretto dell’utente.
La tecnologia assume così un ruolo preciso: non essere protagonista dello spazio, ma contribuire a renderne l’utilizzo più semplice, autonomo e confortevole.
Un servizio più semplice da gestire
Un’infrastruttura pubblica deve essere facilmente utilizzabile, ma deve anche poter rimanere efficiente e disponibile nel tempo.
Il sistema di monitoraggio remoto adottato da SANO2 consente agli operatori autorizzati di conoscere a distanza lo stato del servizio, individuare eventuali necessità e disporre delle informazioni utili per organizzare gli interventi.
Automazione e connettività aiutano così chi si occupa della gestione quotidiana a programmare meglio le attività e intervenire quando necessario, contribuendo alla continuità del servizio.
La tecnologia non semplifica quindi soltanto l’esperienza dell’utente: può rendere più efficace anche il lavoro di chi deve garantire che l’infrastruttura continui a funzionare.
Quando un servizio pubblico diventa più inclusivo
Un progetto come quello di Islington mostra che l’accessibilità degli spazi pubblici non dipende soltanto dalla possibilità di eliminare una barriera fisica, ma dalla capacità di considerare esigenze che non sono uguali per tutti.
Significa pensare a chi utilizzerà il servizio in autonomia, a chi avrà bisogno dell’aiuto di un accompagnatore e anche a chi dovrà garantirne quotidianamente il funzionamento.
Prefabbricazione, automazione e connettività permettono di dare risposte diverse a queste necessità. Ma acquistano valore quando riescono a tradursi in qualcosa di concreto: maggiore autonomia per gli utenti, condizioni più adeguate per chi presta assistenza e un servizio più semplice da gestire e mantenere disponibile nel tempo.
È così che la tecnologia può contribuire a costruire una città più inclusiva: non chiedendo alle persone di adattarsi ai servizi, ma progettando servizi capaci di accogliere persone diverse.